Beta Caseina, Latte A2 e Genetica

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Quanto siamo fortunati a lavorare per il settore che produce un alimento che non ha eguali come valori nutrizionali e processi produttivi? Il latte è spesso pubblicizzato come “l’alimento perfetto della natura”, grazie alla sua combinazione di nutrienti essenziali, proteine e grassi sani. Negli ultimi anni, una specifica proteina del latte, la β-caseina, è stata l’oggetto dello studio di un gruppo di ricercatori, nutrizionisti, consumatori, e, di conseguenza, anche di alcuni allevatori.

Perché questo interesse per la β-caseina e quale può essere il tuo interesse da produttore di latte?

Β-Caseina A1 e A2 nel latte
Ci sono due versioni principali della β-Caseina, proteina che costituisce circa il 30% di tutte le proteine del latte: A1 e A2. La variante A1 differisce per un amminoacido dalla variante A2, una piccola differenza che provoca però conseguenze durante la digestione nell’uomo. Infatti durante la digestione, la β-caseina A1 può dare origine ad un frammento proteico chiamato beta casomorfina 7 (BCM 7), un potente oppioide, con in più un effetto ossidante.

Studi hanno dimostrato che il consumo di latte A1, a differenza del consumo di latte A2, aumenta l’incidenza di problemi gastrointestinali, problemi che possono erroneamente essere confusi con un’intolleranza al lattosio.

I risultati scientifici che affermano rischi per la salute umana al di là della digestione sono, invece, un po’ meno chiari. Alcuni scienziati e sostenitori di latte A2 suggeriscono che la proteina A1 potrebbe essere responsabile di alcune malattie croniche negli esseri umani, ma su queste questioni il dibattito è ancora aperto.

Di fatto, uno studio pubblicato di recente nel Regno Unito sul ‘Nutrition Journal’ riporta,  che il consumo di latte A2 aumenta la produzione naturale di glutatione (noto anche come GSH).
Il glutatione è segnalato per essere un antiossidante fondamentale, ampiamente riconosciuto per la sua associazione con una serie di benefici per la salute.
Questo recente studio dimostra che il consumo di latte A2 aumenta in modo significativo i livelli di glutatione nel sangue, che sono circa doppi rispetto a quanto accade con il consumo di latte convenzionale.

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Ecco, in sintesi, i dati estratti dallo studio:

Concentrazioni di GSH prima e dopo il consumo di latte. I partecipanti hanno consumato latte contenente entrambi i tipi A1 e A2, o solo il tipo A2 di β-caseina.
A1 = latte contenente A1 e A2 β-caseina; A2 = latte contenente solo A2 β-caseina; BL = linea di base; WO = washout

Nonostante il dibattito non sia stato risolto, le aziende hanno iniziato a capitalizzare il marketing di nicchia di latte A2. La A2 Milk Company, con sede in Nuova Zelanda, brevetta e commercializza tutti i prodotti lattiero – caseari A2. L’azienda vende principalmente in Australia e in Cina e, più recentemente, negli Stati Uniti, dove il latte A2 è venduto per circa lo stesso prezzo del latte biologico.

β-Caseina e Bovini da latte

Quindi, come si possono avere più bovini che producono latte A2, se questo può essere uno degli obiettivi per gli allevatori? La capacità di un bovino di produrre latte A1 o A2 è interamente dipendente dal suo patrimonio genetico e non esiste un modo per alimentare o gestire le vacche in modo che producano latte A2. Gli animali da latte possiedono un genotipo espresso sia come A1A1, A1A2 o A2A2, ed ogni allele codifica la corrispondente β-caseina. Le vacche A2A2 sono le uniche che possono essere considerate produttrici di “latte A2” poiché le vacche A1A2 produrranno, invece, latte con una miscela di β-caseina A1 e A2. Il genotipo di un animale può essere determinato solo attraverso test genetici

Nella tabella qui di seguito, si illustrano tutti i possibili incroci che possono portare alla produzione di latte A2.

Table 1: Possible Combinations when Mating Animals of Various Beta Casein Genotypes

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Dal momento che la β-caseina ha una base genetica, ci vorrà del tempo per far sì che gli allevamenti possano produrre latte esclusivamente A2. Un approccio aggressivo potrebbe includere la sola moltiplicazione della progenie dalle femmine testate per essere A2A2. Un approccio più passivo potrebbe includere la selezione dei riproduttori A2A2 per l’accoppiamento. In quest’ultimo caso, la frequenza di β-caseina A1, sarebbe dimezzata per ogni nuova generazione, all’incirca quindi ogni cinque anni.

In entrambi i casi, entrambe le opzioni implicherebbero un notevole sacrificio genetico in termini di diversità e progresso per caratteri produttivi, salute, fertilità e conformazione, dal momento che a molti tori e vacche portatori dell’allele A1 non sarebbe permesso di contribuire alle future generazioni . Pertanto, in questa fase, non è consigliabile limitare l’utilizzo tori con  solo genotipo A2A2. Tuttavia, dare a tali riproduttori una preferenza al momento della scelta tra due tori,  paragonabili per tutti gli altri tratti importanti per i vostri obiettivi di allevamento, potrebbe essere una strategia accettabile e porterebbe ad un costante aumento della produzione di latte A2 nella mandria nel corso del tempo.