PROCROSS: non è Crossbreeding

 

Negli ultimi anni si è consolidato il ProCross in tutto il Mondo. Le maggiori aziende della FA mondiale vi partecipano e raccolgono risultati in ogni sistema d’allevamento, ad ogni latitudine. Questi risultati sono spesso oggetto di studi scientifici, pubblicati sulle migliori riviste internazionali del settore. L’Italia è tra i primi contribuenti a queste iniziative e con piacere segnaliamo recenti lavori apparsi sul Journal of DairyScience, che non è esattamente il Gazzettino della Parrocchia.

Due sono i caratteri dominanti in questi lavori: da un lato l’originalità dello studio (parametri di coagulazione del latte di incroci Pro oCross contro Holstein), dall’altro la numerosità e corretta identificazione dei ProCross, che non sono incroci generici. Questi ultimi infatti sono il risultato di QUALSIASI meticciamento e vengono identificati da AIA con il codice “00” senza distinzione né di quali e soprattutto quante razze coinvolte né dei tori utilizzati.

Fin dall’inizio Genesi si è invece posta come obiettivo la corretta identificazione di ogni tipo di cross e per questo abbiamo istituito un sistema di identificazione con marche auricolari colorate. Registriamo ogni toro utilizzato con la matricola Interbull e non ci sono dubbi tra ProCross e incrocio generico. Qualcuno prova a mettere tutto insieme in un unico calderone, ci si fanno anche delle (scadenti) relazioni tecniche a qualche  Convegno, ma poi arriva il rigore  scientifico a spazzare via le copie e lasciare l’originale.
In questo caso specifico il rigore e scientifico è merito dell’Università di Padova, ed in allegato trovate i riferimenti per recuperare i loro lavori originali. Ci teniamo a ribadire che non si tratta di articoli di giornale, qui si deve passare la revisione di un gruppo di esperti con qualifiche specialistiche di altissimo livello, che testano il rigore con cui lo studio è stato condotto e danno il via libera alla pubblicazione.

Questo è il ProCross e questo è il nostro modo di lavorare. Nessun altro può, ad oggi, vantare lo stesso rigore e questa non è differenza da poco. Quando un nostro rappresentante vienne a proporvi ProCross, dovete sapere che dietro c’è tutto questo, ci sono anni di studi fatti da prestigiose Università, ci sono decine di migliaia di vacche controllate, identificate, seguite in ogni fase della loro vita.

Un’azienda come Select Sires Min nnesota è partner negli Usa dell’Università deel Minnesota e stanno concludendo un lavoro enorme in 10 stalle scelte tra le più produttive e meglio gestite dello Stato, per confrontare ProCross con vacche Holstein sul terreno della quantità di farmaci utilizzati nel corso della carriera produttiva della vacca. Oltre a ciò c’è uno studio sull’efficienza alimentare, cioè la capacità (diversa tra Holstein e ProCross) di convertire l’alimento, ed anche la capacità di usare alimenti diversi (più rustici, meno costosi) e trasformarli in energia utile.

Questi esempi (proprietà coagulative del latte, minor uso di farmaci, efficienza alimentare) sono indicativi di come noi di ProCross trattiamo l’argomento crossbreeding: un settore di continua ricerca, oggi sicuramente l’area di maggior interesse e sviluppo nella moderna zootecnia da lattte. Inutile ricordarvi che quasi tutto il latte in polvere viene fatto da vacche meticce, o che la la maggior parte del latte di vacca prodotto nel mondo viene munto da meticce (in Sud America quasi l’80%).

ProCross non è dunque una “serie B” della zootecnia, come qualcuno prova ancora a dire, ma piuttosto il contrario: è la punta di diamante della ricerca, e forse è la migliore strada per la produzione di latte del futuro. Non possiamo realisticamente pensare di continuare a coltivare milioni di ettari per alimentare le vacche, quando più della metà del pianeta soffre di carenze alimentari di base. Nè possiamo pensare che sia eticamente corretto gettare parti di questi ettari nei digestori, per un’errata idea di “energia alternativa” che sta creando più danni di prima.

Abbiamo bisogno di recuperare le risorse del territorio, di liberarci dalla schiavitù di alimenti che non produciamo, di rinunciare all’uso sconsiderato di prostaglandine ed estrogeni per fare venire in calore vacche che altrimenti non riusciremmo ad ingravidare con tempistiche accettabili. La strada non può essere questa, non può essere questo il Mondo (agricolo, zootecnico, alimentare, tutto) che lasceremo alle prossime generazioni. Genesi Project prende il suo nome dal primo libro della Bibbia “Genesi” che significa “inizio”. Il nostro è sempre stato, dunque, il “progetto di un nuovo inizio”.ProCross è la parte migliore di questo progetto, è la realizzazione di un modello zootecnico nuovo, diverso, più rispettoso della salute animale, più attento a come viene “costruito” il prodotto per il consumatore, più redditizio per l’allevatore, che rimane il nostro punto di riferimento, il nostro faro. Noi siamo così, e crediamo che tutti i nostri clienti condividano questa visione dell’Agricoltura, della Natura e della Vita.

ULTIME PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE
Grazie al lavoro dei ricercatori del DAFNAE di Padova, con il coordinamento del Prof. Bittante, abbiamo il piacere di segnalarvi 2 pubblicazioni apparse sul prestigioso Journal of Dairy Scince, la miglior rivista scientifica del settore. Qui sotto trovate i riferimenti, se volete maggiori infirmazioni potete contattarci.